lunedì 30 gennaio 2017

Gabriela (id., 1983)



  La prima eroina del nuovo corso, più sensuale ma soltanto in apparenza meno politicizzato, del bahiano Jorge Amado, nasce sotto forma di romanzo nel 1958, col titolo Gabriela, Cravo e Canela (Gabriela, garofano e cannella), benché, quando esce in Italia, il nome viene cambiato in Gabriella, con due "L"). Il libro è uno dei suoi maggiori successi internazionali, tradotto in 33 lingue, e Gabriela uno dei suoi personaggi femminili più popolari. Per l'epoca, quell'esplicito rivendicare il diritto all'amore e alla sensualità, rappresenta una notevole ventata di spudoratezza e spontaneità rispetto al ruolo tradizionale della donna, tanto da provocare denunce e proteste pubbliche nei confronti dello scrittore da parte delle donne brasiliane, che si ritengono oltraggiate nell'onore puritano (si faccia attenzione all'anno, il 1958, cioè poco dopo che un regista francese, Roger Vadim, ha lanciato un personaggio, a ben guardare, molto simile a Gabriela: la Brigitte Bardot di Et Dieu crea la femme...). Questa descrizione, che ho trovato in rete, rende benissimo l'idea del personaggio: «nessuno può resistere al fascino di Gabriela, dal profumo di garofano e dal colore di cannella, mulatta sinuosa che non cammina ma balla, che non parla ma canta, che è arrivata con tanti altri emigranti dall'interno sul litorale, per non morire di fame. È arrivata a piedi, danzando sulla terra riarsa fino a Ilheus per la gioia e la dannazione dell'arabo Nacib. Selvatica e spontanea, incapace di tutto fuorché d'amare e cucinare, la scalza Gabriela assiste, senza molto capire, agli intrighi della cittadina, ai mutamenti sociali, all'evoluzione della mentalità, alle beghe che scoppiano tra fazendeiros per la supremazia nel mercato del cacao.» Nel 1965, Carlo Ponti acquista i diritti del romanzo di Amado, con l'idea di far interpretare Gabriela a Sophia Loren, con la sceneggiatura scritta da Dalton Trumbo, ma poi non se ne farà più nulla. Nel 1975 esce Gabriela, telenovela in 132 episodi di Walter Avancini e Gonzaga Blota, con Sonia Braga che diventa famosa in Brasile proprio grazie a questa novela. Ma la versione più nota è questa Gabriela (Gabriela, 1983), dove il regista Barreto tenta di ripetere il colpaccio che gli era riuscito con Donna Flor e i suoi due mariti, e riutilizza Sonia Braga a cui riesce ad affiancare l'italiano Marcello Mastroianni, che ha appena terminato il film di Marco Ferreri Storia di Pieraed è molto popolare anche in Brasile. Marcello tentenna un po', anche perché non ha mai capito tutto 'sto entusiasmo scatenato da Sonia Braga e come è possibile che 'sta morettona riccioluta (1) possa essere considerata un nuovo sex-symbol; ma poi si convince e comunica addirittura ai giornalisti «non prevedo difficoltà a fare questo personaggio: Nacib è arabo, mediterraneo, quindi molto simile all'italiano. E' semplice, vuole vivere, sopravvivere e amare. Ed io mi sento molto vicino a lui [...]. Ho letto il libro e mi è subito piaciuto, ho letto il soggetto e l'ho trovato ottimo, ho conosciuto Barreto e abbiamo subito simpatizzato. Perché non avrei dovuto accettare? Non ho comunque visto Donna Flor e i suoi due mariti, il film di Barreto presentato anche in Italia, ma tutti lo hanno elogiato.» (2).

Copertine di alcune edizioni del romanzo:
In un'intervista dell'epoca (3), lo stesso Barreto precisa che «facendo un film non si può essere del tutto fedeli al romanzo da cui è tratto. Sono due linguaggi diversi ed occorrono tecniche diverse. L'importante è essere fedeli allo spirito, al tema e, grosso modo, alla trama. Del romanzo ho messo soprattutto in evidenza la vicenda d'amore. Amado descrive anche il paese, la gente, la situazione sociale. Ma per me la cosa veramente eterna, la più importante, è la storia d'amore. Insomma ho fatto un libero adattamento estraendo dal romanzo la vicenda sentimentale [...] qualcosa di totalmente diverso dalla riduzione naturalistica realizzata per il piccolo schermo nel 1975. Nel ritmo ho voluto farne una specie di Porgy and Bess e per questo ho anche dato molto spazio alle musiche curate da Antonio Carlos Jobim [...] Sonia Braga secondo me è un autentico animale cinematografico, un vero fenomeno come attrice» Davvero bella la colonna sonora di Antonio Carlos Jobim, in particolare il Tema di Gabriela e Origens, cantate da Gal Costa.
Bruno Barreto spiega una scena a Sonia e Marcello
Un altro attore italiano presente nel cast, Antonio Cantafora

Le locations
Barreto non ha girato nella vera Ilheus (stato di Bahia) del romanzo, ma ha cercato di ricreare una città immaginaria del Brasile degli Anni '20, utilizzando il suggestivo centro storico in stile coloniale di Paraty (o Parati: si pronuncia paracì), città dello stato di Rio de Janeiro. In effetti, come ammette all'epoca lo stesso Mastroianni, «Paraty sembra la scenografia perfetta per una commedia musicale, ha qualcosa di favolistico.» Inoltre, sono state filmate altre sequenze - sostanzialmente alcune scene "in interni" - nella cittadina costiera di Garopaba (stato di Santa Catarina). Ecco alcuni esempi delle locations:
Uno dei primi fotogrammi di Gabriela: evidente panorama di Paraty e (sotto) una foto odierna della cittadina (si noti, riconoscibilissima, la Igreja de Santa Rita de Cassia).
La sequenza iniziale del "mercato degli schiavi", fotogramma del film e foto dal vero della stessa zona...
In effetti, la sequenza del "mercato degli schiavi" è stata girata fra Praça da Bandera Paraty e l'inizio di Rua Doutor Pereira.
Primo tasto dolente: la "casa" di Nacib. Purtroppo, il luogo che fungeva da fittizia abitazione dell'uomo (alla fine di Rua Doutor Pereira) è molto cambiato, sono stati costruiti nuovi e più alti muri, ridipinto tutto in bianco, ristrutturati altri palazzi (notare le notevoli differenza fra la penultima foto - uno dei primi fotogrammi del film - e l'ultima immagine che mostra il medesimo tratto di Via D. Pereira com'è oggi).
La palazzina che simula l'ambulatorio dentistico del dottor Pimentel, dal quale Nacib vede uscire a inizio film il colonnello Mendonça con la pistola ancora fumante in mano (primi due fotogrammi) esiste ancora oggi, al n. 58 di Rua do Comércio (Rua Ten. Francisco Antonio) come potete vedere dalla terza immagine; è stata solo ridipinta la facciata in arancione.
Nel primo fotogramma, ecco Tonico Bastos (Antonio Cantafora) che porta a passeggio la sua moglie ricca e corpulenta che è stato costretto a sposare solo per soldi. Siamo in Praça da Matriz (che vediamo come è al giorno d'oggi nella seconda foto).
Quattro fotogrammi del film dove vediamo il Bar Vesuvio da varie angolazioni e, nella quinta foto, l'Hotel Solar dos Geranios di Paraty che nel film simulava appunto il Bar Vesuvio.
Per pura curiosità: questo invece è il "vero" Bar Vesuvio, quello che ispirò Jorge Amado per il romanzo originale, e qui non siamo più a Paraty, bensì nella vera Ilheus.
Ma torniamo a Paraty e alle locations del film. In una scena, Gabriela gioca "alla cavallina" con alcuni bambini di strada. Il posto è Rua da Capela, a fianco della Igreja de Nossa Senhora das Dores. Nell'ultima immagine, per amor di completezza, ho riportato la chiesa vista dal davanti, anche se non viene mai ripresa così nel film.
Peccato che oggi sia ormai ridotto così male questo palazzo (situato all'angolo fra Rua da Capela e Rua Dona Geralda) che nel film simulava la casa di Malvina.
Anche la casa di Gloria (Tania Boscoli) dalla cui finestra la ragazza di affaccia e discorre con il professor Josué (Ricardo Petraglia) è in Praça da Matriz. Nell'ultima foto dei giorni nostri, ho indicato con la freccia rossa, la finestra dalla quale si affaccia Gloria!
Quando Gabriela e Nacib si sposano, il palazzo che ospita la cerimonia non viene mai mostrato chiaramente ma, se v'interessa saperlo, si tratta in realtà dell'attuale Pousada do Cais (Rua Aurora, 20).
Nel passaggio in cui il circo arriva in città, il corteo festante di bambini e acrobati passa proprio su questo ponte; sullo sfondo, a sinistra, scorgiamo la Igreja de Nossa Senhora dos Remédios.
In una sequenza, un ribelle spara al colonnello Manuel das Onças (Lutero Luis) mentre egli sta uscendo da questo palazzo. Ecco, nella seconda foto, lo stesso edificio com'è oggi, in Rua Doutor Pereira.
La panchina dove, nel film, va a morire il colonnello Ramiro Bastos è in Largo do Rozairo (anche se al giorno d'oggi non risulta ci siano panchine...).
Terminiamo come abbiamo iniziato, con la presunta "casa" dei nostri due amanti, stavolta vista da Rua Fresca (nella foto finale dei giorni nostri ho indicato la "casa di Nacib" con la freccia gialla), come viene mostrata, dall'alto, negli ultimi fotogrammi del film. Appare evidente che anche da questo lato sono stati fatti dei cambiamenti, un nuovo muro innalzato, ecc. Quella che s'intravede sulla destra è la già citata Igreja de Nossa Senhora das Dores.

Trama
Ilheus, stato di Bahia, 1925. Nacib Saad (Marcello Mastroianni) detto "il turco" - ma vero brasiliano, anche se di madre napoletana e padre arabo, questo almeno nel film: nel romanzo originale di Amado, Nacib era d'origine interamente siriana - gestisce il «bar Vesuvio». L'uomo scopre del tutto casualmente che il colonnello Jesuino Mendonça (Luiz Linhares) ha ucciso a revolverate sua moglie, dona Sinhazinha Guedes Mendonça e il dottor Osmundo Pimentel, dentista, amante della donna. Nacib ha anche un altro problema, stavolta personale: è rimasto improvvisamente senza cuoca. Così finisce per portarsi a casa, come domestica, Gabriela (Sonia Braga), incontrata casualmente, tutta sporca di fango, al "mercato degli schiavi". Presto però, se n'innamora e se la sposa, producendo, su interessamento dell'avvocato Tonico Bastos (Antonio Cantafora), documenti falsi dal momento che la fidanzata è senza famiglia e senza patria. Si amano passionalmente ed istintivamente, anche se le diverse origini e cultura comportano dei cambiamenti di vita e d'abitudini per entrambi. 
Un giorno, Nacib sorprende la moglie tra le braccia di Tonico: secondo la legge brasiliana potrebbe ucciderla, ma, consigliato dagli amici, si separa da lei dopo la dichiarazione di annullamento di matrimonio per errore di persona. I due però, pur vivendo separati, non si rassegnano: è lei che prende l'iniziativa e lui la riaccetta. E tutto ricomincia daccapo, come prima del matrimonio (4).
Commento
In seguito alla sua prima distribuzione in Brasile, il 24 marzo 1983, Gabriela scontenta parecchi critici locali. Il noto quotidiano O estado de Sao Paulo reputa la pellicola «la grande delusione dell'anno». Lo stesso Jorge Amado, dopo aver assistito alla proiezione, elogia simpaticamente gli attori e pronostica un grosso successo di pubblico, ma critica altresì il fatto che il personaggio del siriano Nacib (5) nel film sia diventato parzialmente italiano. I giornali locali aggiungono che «gli attori non hanno colpa del fallimento». Per O Globo sono inoltre eccessive le scene d'erotismo. Un atteggiamento decisamente moralistico, insomma. Soprattutto se si considera che altre critiche sono di segno opposto e lamentano invece che nel film, per essere un adattamento di un romanzo del bahiano Amado, «manca il sudore, il caldo, la focosità...» 
Per fortuna, c'è chi l'interpreta nel senso giusto, vedi la rivista Playboy che lo definisce «un film pieno di sesso, commedia umana e passione primitiva» (6), mentre talune frasi di lancio sottolineano correttamente che è «come un dono erotico del Brasile, Gabriela, un'esplosione di gioia e d'amore, una storia colorata a tinte forti, accompagnata dalla musica di Antonio Carlos Jobim.» Come dichiara all'epoca Sonia Braga in un'intervista «Avevo già interpretato Gabriela sei anni fa in una "telenovela" che in Brasile ha avuto un grande successo. Da allora è come se pian piano l'avessi maturata dentro, tanto che il mio punto di vista femminile sul personaggio si è ormai completamente fuso con quello maschile di Amado e il risultato è la Gabriela forse più giusta. Una donna semplice, naturale, animale, e quindi gatta, cagnolino abbandonato, cavallo di razza. Un essere terreno, ma anche un salto verso la fantasia. [Jorge Amado] è nato privilegiato perché il suo nome vuol dire "amato". Ma non basta: quando sei anni fa lo incontrai a Bahia decisi subito che lo avrei adottato come padre, che lui lo volesse o no. Insomma, gli voglio molto bene...» (7). Nel 2001, in seguito alla scomparsa dello scrittore, l'attrice aggiungerà: «Jorge Amado è stato "l'uomo della mia vita", la somma di tutti i miei uomini, mio padre, il mio mentore, il mio 'pai-de-santo' (sacerdote della religione afrobrasiliana). La Gabriela di Gabriella garofano e cannella è un personaggio che ha restituito alla donna brasiliana la propria identità. Nessuna donna in carne e ossa, nessun movimento femminista è riuscito a fare tanto per l'identità femminile di un paese come il nostro. La mia felicità per aver offerto il mio corpo e la mia anima a personaggi come Gabriela, come Dona Flor o Tieta (Tieta do Brasil) è infinita.» In Italia (8), il film giunge nel gennaio 1984 guadagnandosi critiche abbastanza negative e una tiepida accoglienza da parte del pubblico (9)

Ed è un vero peccato, perché a dispetto della maggioranza di critiche negative e della «accertata mediocrità» - ma “accertata” da chi...? - puntualmente citata dal solito Morando Morandini (non so voi, ma se un film non piace a Morandini, io invece comincio a trovarlo interessante), Gabriela è migliore di quanto si disse allora, anzi, devo ammettere che dopo un'affrettata valutazione che feci quando lo vidi nel lontano 1984, ogni volta che l'ho rivisto in tempi più recenti vi ho riscoperto piccoli particolari che mi erano sfuggiti di primo acchito e che, anche se certamente non me lo fanno riconsiderare alla stregua di un capolavoro del cinema, hanno comunque fatto sì che pian piano modificassi in senso positivo il mio giudizio iniziale. Inoltre, navigando in rete sto notando che non pochi internauti lo hanno riscoperto, dunque non sono il solo ad averlo sensibilmente rivalutato.

Note
1. Durante una partecipazione televisiva alla trasmissione-contenitore domenicale di RAI 1, Domenica In (edizione 1983-84), a una domanda del conduttore Pippo Baudo su Sonia Braga, Mastroianni risponde testualmente «E' una "cozza" nera!» Sorpreso e convinto che si tratti di una gaffe Baudo riprende affettuosamente l'attore, magnificando la Braga quale sex-symbol e diva delle tele-novelas, al ché Marcello rincara la dose e tentando di riparare, perfeziona la frase in «Beh, è una bella cozza nera!
2. Dichiarazioni riportate su «Stampa Sera» del 4 maggio 1982, p. 33.
3. Dichiarazioni estrapolate da: Lamberto Antonelli, Intervista: Bruno Barreto regista brasiliano «Stampa Sera» del 9 aprile 1983, pag. 33.
4. In tutto il film esiste questa continua contrapposizione fra gli avvenimenti pubblici doverosi e i “piccoli” ma in realtà grandi problemi e desideri personali. E Nacib e Gabriela sono in fondo indifferenti a quello che gli accade intorno: ciò che conta è, giustamente, il loro privato, la loro passionale storia d'amore,
5. Nella versione originale brasiliana, Mastroianni non è doppiato, recita con la sua voce, parlando un pessimo portoghese contaminato da espressioni spagnole e italiane...
6. Considerando che una delle cose che aveva maggiormente colpito gli spettatori di Donna Flor e i suoi due mariti erano stati i passionali amplessi fra Sonia Braga e José Wilker, giocoforza che in questo secondo film Barreto incrementi le sequenze erotiche.
7. Alessandro Spinaci, Io Sonia, anzi Gabriela - Una diva si confessa, Radiocorriere Tv, n. 46, 1983, pp. 128-30.
8. Il doppiaggio italiano è affidato alla C.D. Mastroianni si doppia da sé e la Braga è doppiata da Rita Savagnone.
9. Giovanni Veronesi, nel suo Il barbiere di Rio (1996), se vogliamo fa un (involontario?) omaggio a questo film e al personaggio di Gabriela. Quando infatti Matteo (Diego Abatantuono) va a trovare Giorginha (Zuleika dos Santos) in un passaggio del film di Veronesi, si immagina che il paese d'origine della ragazza sia proprio Paraty, dove infatti sono ambientate alcune sequenze.
Fotogramma de Il barbiere di Rio di Veronesi dove vediamo Abatantuono giungere in pulman a Paraty (si noti sullo sfondo la Igreja de Nossa Senhora dos Remédios)  
 
Bibliografia / Fonti
Mastroianni in Brasile, «Stampa Sera» del 4 maggio 1982, pag. 33.
Giovanna Grassi, Il «giallo» di Mastroianni in Brasile. L'attore: «Domani riprenderemo a girare.» Il produttore: «E' uno scandalo inesistente», «Corriere della Sera», 13 maggio 1982, pag. 27.
Sonia Braga la «superstar» brasiliana forse sostituirà la Loren nella «Tieta», «Corriere della Sera», 7 agosto 1982, pag. 18.
Intervista a Sonia Braga, in Playboy-edizione brasiliana, Agosto 1982.
In un Brasile da sogno Gabriela seduce Mastroianni, «La Stampa», 3 febbraio 1983, pag. 22.
Lamberto Antonelli, Intervista: Bruno Barreto regista brasiliano «Stampa Sera», 9 aprile 1983, pag. 33.
Alessandro Spinaci, Io Sonia, anzi Gabriela - Una diva si confessa, «Radiocorriere Tv», n. 46, 1983, pp. 128-30.
Leonardo Autera, Mastroianni «stregato» dalla bella mulatta, «Corriere della Sera», 9 novembre 1983, pag. 26.
Leonardo Autera, Amado? No: soltanto Sonia Braga, «Corriere della Sera», 11 novembre 1983, pag. 31.
D.s., Sesso alla brasiliana per Marcello, «La Stampa», 29 gennaio 1984, pag. 23.
Sonia Braga, la regina di Rio, in Playboy-edizione italiana, Marzo 1984.
Sonia Braga. Nas fotos que conquistaram os eua, in Playboy-edizione brasiliana, Settembre 1984.
Sonia senza Braga, «Stampa Sera», 1° ottobre 1984, pag. 8.
Sonia Braga star du Bresil, in Playboy-edizione francese, Ottobre 1984.
Sonia Braga. Apresentata por Jorge Amado, in Playboy-edizione brasiliana, Luglio 1986.
Matilde Hochkofler, Marcello Mastroianni - Il gioco del cinema, Gremese 1992, pp. 153-54.
Maurizio Porro, Mastroianni e Sonia Braga, eroi senza effetti speciali, «Corriere della Sera», 8 agosto 2001, pag. 30.
Lisa Shaw, Stephanie Dennison, Sonia Braga: Brazil's favourite morena, in Brazilian National Cinema, Routledge, 2007.
Bohumila S. De Araujo, Jorge Amado e a Sétima Arte, Edufba 2012.
Benjamin Legg, The Bicultural Sex Symbol: Sonia Braga in Brazilian and North American Popular Culture, in Performing Brazil, The University of Wisconsin Press, 2015, pp. 2002-223.
Scheda del film sul sito de la «Cinemateca Brasileira».